Il CUP nella fattura elettronica – integrazione post emissione

A partire dal 27 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato una nuova funzionalità tecnica che permette di integrare il Codice CUP nelle fatture già emesse

indice

potrebbe interessarti

Il Codice Unico di Progetto, conosciuto anche come CUP viene assegnato a ogni iniziativa che riceve risorse pubbliche, fungendo da identificativo univoco che garantisce la tracciabilità e la trasparenza delle operazioni finanziarie.

L’errore formale nell’indicazione del CUP (Codice Unico di Progetto) o del CIG (Codice Identificativo Gara) all’interno della fattura elettronica rappresenta una delle criticità più frequenti nella gestione della finanza agevolata. Fino a poco tempo fa, l’omissione di questi codici comportava procedure di rettifica complesse (note di credito e riemissione fattura o l’invio di una integrazione della fattura con codice TD20 o TD29) e, nei casi più gravi, il rischio concreto di revoca delle agevolazioni per violazione degli obblighi di tracciabilità.

A partire dal 27 gennaio 2026, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato una nuova funzionalità tecnica che permette di sanare queste irregolarità in modo diretto, senza intaccare il documento fiscale originario.

Cos’è il Codice Unico di Progetto (CUP)

Il CUP, o Codice Unico di Progetto, è un codice alfanumerico che identifica ciascun progetto finanziato con fondi pubblici. Esso permette di monitorare flussi finanziari e processi amministrativi con precisione e accuratezza. Il codice si compone di una serie di lettere e numeri che riportano informazioni rilevanti quali l’ente finanziatore, l’ambito del progetto e la sua natura.

Il quadro normativo: perché l’integrazione è cruciale

La normativa sulla tracciabilità dei flussi finanziari (Legge 136/2010 e successive modifiche) impone che ogni fattura relativa a investimenti pubblici o agevolati riporti esplicitamente il CUP. L’assenza di tale codice spezza il legame tra la spesa e il progetto agevolato, rendendo la fattura potenzialmente inammissibile in fase di rendicontazione.

La nuova procedura telematica consente di intervenire “a valle”, integrando il dato mancante direttamente nel sistema di interscambio (SdI), garantendo così la salvaguardia dell’agevolazione senza impatti contabili invasivi.

Guida passo passo alla procedura di integrazione

Dal 27 gennaio 2026 è disponibile la nuova procedura messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
L’operazione si svolge interamente all’interno del portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate al quale si accede tramite SPID, CIE o CNS.

1. Accesso e Individuazione del Documento

Accedere all’area riservata del portale e navigare nella sezione Consultazione. Da qui, selezionare l’area Monitoraggio dei file trasmessi. È necessario individuare la fattura elettronica oggetto di regolarizzazione (fattura emessa che è stata regolarmente accettata dal SdI ma che risulta priva di CUP/CIG o recante codici errati).

2. Ricerca della fattura da integrare

Questo probabilmente è il passaggio più complesso: le fatture da integrare possono essere ricercate attraverso l’identificativo SdI e la ricerca viene effettuata tra tutte le fatture emesse a partire dal 1° giugno 2023 e per le
quali l’utenza di lavoro figura come cessionario/committente.

Questo identificativo non è ben visibile nei programmi di fatturazione elettronica e nella fattura elettronica stessa: è un dato inserito nei metadati di trasmissione.

Il numero che appare nella colonna Sdi/File e quello da copiare e ricercare nella procedura di integrazione del CUP.

3. Utilizzo della Funzione di Integrazione

Una volta selezionato il file della fattura, il sistema mostrerà la nuova funzionalità (attiva dal 27 gennaio). L’interfaccia consente di aggiungere manualmente i codici mancanti cliccando su “visualizza o modifica CUP” (freccia rossa nell’immagine).

4. Inserimento CUP

La procedura consentirà poi di inserire il codice CUP. Si potrà scegliere se inserire il codice CUP per tutta la fattura (solitamente è questa la scelta corretta) oppure se associarlo a una specifica linea della fattura.

5. Associazione e Finalizzazione

Il sistema non modifica il file XML originale della fattura (che rimane fiscalmente immutato), ma crea un’associazione logica indelebile tra il documento e i codici inseriti. Questa integrazione viene registrata nei database dell’amministrazione finanziaria ed è valida ai fini della verifica della tracciabilità.

Vantaggi rispetto alla procedura tradizionale

Prima di questo aggiornamento, la correzione richiedeva l’emissione di una nota di variazione (nota di credito) a storno totale della fattura errata, seguita dall’emissione di una nuova fattura corretta oppure l’emissione di una fattura integrativa TD20 o TD29. La nuova procedura offre vantaggi operativi immediati:

  • Tempestività: La correzione è immediata e non richiede l’interazione con il fornitore o l’emissione di una nuova fattura integrativa (procedura non sempre attiva nei software di fatturazione elettronica)
  • Certezza del diritto: L’integrazione effettuata tramite il portale dell’Agenzia ha valore probatorio in fase di controllo.

Ambito di applicazione e Strategia di Gestione

Questa procedura è vitale per le imprese che gestiscono progetti complessi e multidisciplinari. In particolare, raccomandiamo l’utilizzo di questa sanatoria per:

  • Bandi Nazionali (es. Contratti di Sviluppo, SIMEST): Dove la rendicontazione è analitica.
  • Nuova Sabatini: Per il corretto abbinamento tra finanziamento bancario e bene strumentale.

Nota Tecnica per i sistemi gestionali

Sebbene la correzione manuale sia efficace, la best practice rimane l’emissione corretta all’origine. Si ricorda che nel tracciato XML della fattura elettronica, i campi deputati sono:

  • Blocco 2.1.2 <DatiOrdineAcquisto>
  • Campo 2.1.2.6 <CodiceCUP>

Conclusioni e Supporto

L’introduzione di questo strumento di compliance semplifica notevolmente gli oneri burocratici, ma non elimina la necessità di un monitoraggio costante dei progetti finanziati. Un errore non rilevato in tempo, anche se oggi sanabile, può trasformarsi in un contenzioso in fase di ispezione.